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IN PIEDI

Contrastare l'odio nell'UE

IN BREVE

STAND-UP si impegna a creare un quadro completo e olistico per la lotta ai crimini d'odio, che comprenda tutte le componenti del processo di contrasto (segnalazione-indagine-perseguimento-prevenzione (RIPP)), integrato in un quadro di supporto alle vittime. In questo modo, il progetto garantisce la complementarietà del lavoro dei diversi attori, portando a un ciclo RIPP più snello ed efficiente, a un migliore supporto alle vittime e a livelli più elevati di fiducia tra le organizzazioni della società civile, le forze dell'ordine, la magistratura e le vittime.

L'intelligence open source (OSINT) viene utilizzata per comprendere i sentimenti e i discorsi di odio nei contatti localizzati, aiutando le autorità pubbliche e le organizzazioni della società civile a identificare le aree di intervento, i gruppi a rischio e il peso dei sentimenti di odio espressi online come indicatore di atti di odio fisici offline, il tutto disaggregato multifattoriale. È stata sviluppata una piattaforma per lo scambio di dati interagenzie. Durante tutto il progetto vengono svolte attività per sensibilizzare l'opinione pubblica su STAND-UP e sui suoi risultati, nonché per aumentare la consapevolezza sui crimini d'odio e sul loro impatto sulle vittime.

OBIETTIVI

Tra gli obiettivi

  • Potenziare la cooperazione tra le diverse agenzie nella lotta contro i crimini d'odio, stabilendo definizioni armonizzate di tali crimini e integrandole in un quadro di riferimento per la cooperazione.
  • Standardizzare le procedure di segnalazione attraverso la co-progettazione e la convalida di moduli di segnalazione per (1) le forze dell'ordine e (2) le organizzazioni della società civile/ONG.
  • Approfondire la comprensione da parte degli attori coinvolti dei fenomeni di incitamento all'odio e crimini d'odio, comprese le motivazioni che li sottendono a livello locale, attraverso strumenti e competenze di monitoraggio più efficaci. Il progetto STAND-UP si avvale di meccanismi di monitoraggio basati su fonti aperte e intelligence, sperimentati in due diversi comuni italiani.
  • Rafforzare il sostegno alle vittime attraverso la sensibilizzazione e la formazione sulle "indagini e i procedimenti giudiziari sensibili", in modo che "le vittime siano riconosciute e trattate con rispetto, sensibilità, attenzione personalizzata, professionalità e senza discriminazioni" (art. 1.1 della Direttiva sui diritti delle vittime), concentrandosi su procedure di segnalazione e indagine imparziali e sulle reti di supporto tra forze dell'ordine e organizzazioni della società civile, rafforzando l'art. 8 della stessa direttiva.
  • Progettare e implementare programmi di formazione per organizzazioni della società civile, forze dell'ordine, pubblici ministeri e giudici in materia di segnalazione, indagine, perseguimento e prevenzione (RIPP) dei crimini d'odio e della discriminazione, con parallelo supporto alle vittime.